Paestum: la Capitale della Magna Grecia nel Cuore del Cilento
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di presentazioni, eppure sorprendono sempre. Paestum è uno di questi. Fondata intorno al 600 a.C. dai coloni greci di Sibari con il nome di Poseidonia — in onore di Poseidone, il dio del mare — questa antica città della Magna Grecia custodisce tre templi dorici talmente ben conservati da non avere eguali al mondo, nemmeno in Grecia. Una concentrazione di bellezza, storia e architettura che lascia senza parole chiunque vi metta piede.
Il Parco Archeologico di Paestum, situato a Capaccio Paestum in provincia di Salerno, è oggi uno dei siti UNESCO più visitati dell'Italia meridionale. La sua storia attraversa tre grandi epoche: la fase greca (VI–IV secolo a.C.), la conquista lucana (IV–III secolo a.C.) e quella romana (dal 273 a.C.). Ognuna ha lasciato tracce indelebili nel paesaggio: i templi greci si alzano accanto al foro romano, i resti delle necropoli affiancano l'anfiteatro, in un dialogo millenario tra civiltà diverse che hanno scelto questo angolo di Campania come casa.
Dall'Agriturismo La Sfruscià Resort a San Gregorio Magno, Paestum dista circa 50 km — meno di 45 minuti di auto attraverso il Vallo di Diano e la Piana del Sele. Una giornata a Paestum è la gita culturale più significativa che si possa fare dal Cilento interno.
⭐ Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1998
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, insieme alle aree archeologiche di Paestum e Velia, è stato iscritto nella lista dei Patrimoni UNESCO nel 1998. Un riconoscimento che certifica il valore universale eccezionale di questo territorio, dove la Magna Grecia lasciò i segni più duraturi della propria grandezza.
I tre templi dorici di Paestum, tra i meglio conservati della Magna Grecia e del mondo intero, nella Piana del Sele (Salerno, Campania)
La Storia di Paestum: dalla Magna Grecia a Roma
La storia di Paestum e della Magna Grecia nel territorio campano è lunga e stratificata. La città fu fondata intorno al 600 a.C. dai coloni greci provenienti dalla città di Sibari (in Calabria), che scelsero questa fertile pianura al bordo della Piana del Sele per costruire un nuovo centro urbano. La chiamarono Poseidonia, dedicandola a Poseidone, e la cinta di imponenti mura perimetrali lunghe quasi cinque chilometri.
Il periodo più florido della città coincide con il VI e il V secolo a.C., quando furono eretti i tre grandi templi che ancora oggi dominano il sito. Nel IV secolo a.C. la città fu conquistata dai Lucani, popolazione italica che ne modificò progressivamente la cultura, introducendo il gusto per le tombe dipinte — oggi uno dei fiori all'occhiello del Museo Archeologico. Nel 273 a.C. Paestum diventò colonia romana, assumendo il nome latino con cui la conosciamo oggi, e si arricchì delle strutture tipiche della civiltà romana: il foro, l'anfiteatro, il comizio.
Dopo la caduta dell'Impero Romano la città fu progressivamente abbandonata, vittima delle incursioni saracene e delle paludi che si espansero nella pianura. Per secoli i tre templi rimasero visibili nella campagna deserta — troppo massicci per essere demoliti o smantellati — fino alla loro riscoperta ufficiale nel XVIII secolo, quando il sito richiamò l'attenzione di viaggiatori e intellettuali europei in visita al Sud Italia durante il Grand Tour.
Paestum e la Magna Grecia in Numeri
~600 a.C.
Fondazione di Poseidonia da parte dei greci di Sibari
3
Templi dorici, tra i meglio conservati della Magna Grecia
5 km
Lunghezza delle mura greche con 4 porte e 24 torri
480 a.C.
Data della Tomba del Tuffatore, unico affresco greco in Magna Grecia
1998
Anno di iscrizione al Patrimonio UNESCO
200.000+
Visitatori all'anno nel Parco Archeologico